BONVICINI: NON SOLO POSTI LETTO, MA ANCHE RISPETTO DELLA MEMORIA STORICA DELLA CITTA’

Il recente articolo di Giancarlo Ansaloni sulla clinica Bonvicini e il relativo comitato Civico (Alto Adige dell’8 luglio, p. 30) merita un breve commento, dal momento che Italia Nostra si è impegnata sia per la salvaguardia dell’edificio della Bonvicini, sia per le “scalinate del Pascoli” e per il “salvataggio del Colle” (ma forse Ansaloni intendeva dire il Virgolo). Italia Nostra, invece, non è attiva nel referendum per “i cento metri di nuova pista dell’aeroporto”, di cui peraltro condivide il merito “politico” della protesta, e cioè la difesa del diritto dei cittadini a essere informati prima, e non a cose fatte, visto che si parla dei soldi e della salute di tutti. Il rancore che Ansaloni riserva ai comitati e a quello per la Bonvicini in particolare, sarebbe meglio spesa, a mio modesto avviso, se invece che dedicare le sue periodiche tirate agli ambientalisti – che egli anche sopravvaluta, in un certo senso – adoperasse pari zelo nel denunciare gli errori di pianificazione della politica e gli orrori concretamente realizzati dall’edilizia che vediamo tutti i giorni in Alto Adige e anche in città. Magari gli chiederei di trattare con pari rispetto le 134 firme degli egoisti che abitano intorno alla Bonvicini e quelle dei 3500 liberali che invece auspicano l’ampliamento. Nel suo articolo, infatti, i 134 sono equiparati ai “comitati” civici che evidentemente disprezza, mentre quelli che vogliono la clinica sono citati solo per le loro 3500 firme (ma se è una questione di numeri, 3500 firme, per dire, le hanno raccolte anche i cittadini del Park Fiume, che sono sicuramente un comitato). Nelle rivendicazioni del comitato anti-Bonvicini possono avere giocato anche, appunto, egoismi di cortile, o di vicolo, che non è compito mio giudicare come Presidente di Italia Nostra. Rimane tuttavia il fatto che un comitato di cittadini, che aveva il diritto di essere ascoltato dai suoi amministratori pubblici, ha basato le sue rivendicazioni su considerazioni di carattere amministrativo e tecnico, e su questioni legate alla tutela di un vecchio edificio. Rispetto al primo ordine di considerazioni Italia Nostra non aveva e non ha alcun titolo per intervenire, mentre rispetto al secondo abbiamo fatto nostre le considerazioni di carattere storico-artistico che già il Soprintendente Provinciale Dr. Leo Andergassen aveva messo nero su bianco, condividendole e sperando con ciò di contribuire a rafforzarle. Bisogna rammentare che la Clinica Bonvicini non è sotto tutela Insiemi e non possiede un vincolo monumentale. Tuttavia figura tra gli edifici di Bolzano di particolare interesse storico e documentario, e come tale merita che la sua fisionomia (almeno la facciata) sia conservata intatta. Se è nell’interesse della città che l’ampliamento si faccia, come afferma Ansaloni – e come non ho motivo di dubitare che sia, se lo dice lui – è pure nell’interesse della città che le regole che vengono stabilite per la tutela del paesaggio e dei monumenti vengano anch’esse rispettate, proprio per evitare che possano ripetersi in futuro casi così dolorosi come lo sventramento delle pendici del Guncina che Ansaloni con tutte le ragioni invoca a sostegno delle sue argomentazioni. Mi permetto però di fare osservare che la tutela degli insiemi non è, come egli afferma con sarcasmo, un tema d’èlite. Essa, applicandosi anche nei quartieri popolari, in Via Torino e in Via Milano, tanto per dire, così come a Oltrisarco, è uno strumento veramente “democratico” che la città si è data perché venisse conservata per quanto possibile la storia del suo divenire architettonico e urbanistico. Tale storia assurge così al rango di interlocutrice della crescita attuale e futura della città, mentre in passato era del tutto trascurata e non poteva che subire le scelte urbanistiche del momento (vedi ad es. il Cinema Corso) senza influirvi minimamente. La relativa normativa è attiva solo da pochi anni, e non è certo colpa della Tutela Insiemi se vi sono casi di nuovi edifici, costruiti prima della sua entrata in vigore, che brillano per assurdità, pretenziosità, ignoranza dei progettisti e dei proprietari etc. Quanto al presunto silenzio per la sorte degli insiemi di Piazza Gries, Italia Nostra ha scritto ripetutamente sull’argomento, ed è stata l’unica associazione ambientalista a presentare obiezioni al comune circa la demolizione della vecchia cantina e la sua riedificazione all’Anraiterhof. L’ultimo articolo inviato all’Alto Adige a sostegno della posizione della commissione urbanistica provinciale, non è stato pubblicato. Forse Ansaloni si riferisce a questo.
Umberto Tecchiati
Presidente di Italia Nostra

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...