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Quando la realtà supera l’immaginazione.

Quando la  realtà supera l’immaginazione.

Poniamo che una Giunta provinciale approvi il piano urbanistico di un comune dell’Alto Adige e che questo comune, in seguito, proponga una trasformazione da zona di verde agricolo in zona per attrezzature collettive in una sua località. Mettiamo che, avverso alla relativa delibera consiliare non siano state presentate né proposte alternative né osservazioni da parte della popolazione locale. Poniamo inoltre che la delibera consiliare di quel Comune approdi alla Commissione Urbanistica provinciale che si esprime negativamente in quanto l’area “in oggetto” si trova in una zona a rischio frane; essa è contemporaneamente una zona particolarmente pregiata dal punto di vista ecologico- paesaggistico che con il previsto insediamento verrebbe a interrompere il corridoio naturale;  inoltre la prevista ubicazione è situata anche molto distante dai vicini insediamenti per cui si tratta di una evidente dispersione edilizia. Poniamo anche che l’Ufficio ecologia del paesaggio, l’Ufficio tutela acque, l’Ufficio sistemazione bacini montani nord nonché l’Ufficio Protezione civile abbiano espresso un parere negativo. Poniamo infine che tutto questo fascio di scartoffie con pareri negativi approdi sul tavolo di quella Giunta Provinciale e che essa, ad unanimità di voti legalmente espressi, deliberi di approvare, in difformità al parere della commissione urbanistica provinciale ed in conformità alle valutazioni del Comune, la trasformazione da verde agricolo in zona per attrezzature collettive (Caserma dei Vigili del fuoco).

Poniamo che tutto ciò che avete letto finora non sia una fiction (genere pulp alla Quentin Tarantino), ma sia realmente accaduto e che i protagonisti siano il Comune di Brennero che vuole dare ai bravi pompieri la loro caserma a Fleres, e la “nostra” Giunta provinciale, e che tutto ciò che vi ho raccontato finora sia dettagliatamente esposto nel Bollettino Ufficiale n. 12/I-II del 17.3.2009, pagine 40 e 41 (Delibera della Giunta provinciale 19 gennaio 2009, n. 85), la cui lettura consiglio vivamente: lo stile è elementare, ma i contenuti superano qualsiasi immaginazione.

E ora due considerazioni a margine. Notiamo intanto che delibere di questo tipo, in cui la Giunta Provinciale dà ragione ai comuni e torto agli uffici tecnici, sono assai numerose e quella di Brennero non fa né notizia né eccezione. Bisognerebbe tuttavia chiedersi cosa produca queste situazioni che alla fine mortificano il lavoro degli Uffici e, ciò che è peggio, espongono il paesaggio altoatesino agli sfregi più gravi, spesso, come in questo caso, a fronte di una sostanziale assenza di contraddittorio e di dibattito pubblico. Intanto una cosa è ovvia: il dibattito pubblico è necessario, se gli uffici tecnici non riescono a fare scudo sul paesaggio dovendo interloquire con una giunta che se ne frega dei tecnici quanto della magistratura. Perché la Giunta delibera in dispregio al parere degli Uffici e della Commissione Urbanistica provinciale? Forse perché i tecnici sono impreparati, e la Giunta deve supplire alla loro mancanza di cultura tecnica e scientifica? Mi pare poco probabile, ma se è così si allontanino dalle loro scrivanie e li si metta in un posto dove non possono nuocere. Forse perché agiscono per un interesse personale? Anche questo mi pare poco probabile, ma se è così si denuncino alla magistratura. Se però i tecnici non sono né corrotti né irresponsabili né privi della necessaria preparazione tecnico- scientifica necessaria ad emettere pareri ragionati, allora, secondo logica, la responsabilità è tutta della Giunta provinciale. Una responsabilità si badi non solo politica, ma direi anche oggettiva nella conservazione, tutela, amministrazione del territorio e dei suoi contenuti culturali paesaggistici ambientali. Sospetto che la Giunta abbia dato ragione al Comune perché si aspetta un ritorno di tipo elettorale, ma forse sono troppo malizioso, e abbia dato torto ai tecnici perché così si dimostra chi comanda. Una doppietta micidiale, perché chi esce veramente con le ossa rotte da questo scontro è il nostro patrimonio culturale e ambientale, e oltretutto ad esclusivo vantaggio della oligarchia che ci comanda. La caserma dei vigili del fuoco di Fleres, infatti, non porterà né soldi, né turisti, né occupazione: almeno stavolta il consueto ricatto, la consueta accusa rivolti ai protezionisti, di essere causa di regresso, povertà e disoccupazione, non può nemmeno essere pronunciata.

E per chiudere: due mesi (19 gennaio-17 marzo) perché una delibera venga pubblicata? Non dovrebbero le delibere essere pubblicate immediatamente in internet nel sito della provincia?

Umberto Tecchiati

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