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A proposito dell’Ex Pretura di Monguelfo

Lo scorso 13 giugno l’Ufficio Stampa della Giunta Provinciale di Bolzano ha reso noto che la Giunta ha deciso di togliere il vincolo di tutela esistente sull’edificio dell’ex pretura di Monguelfo. Tale decisione, si legge nel comunicato, sarebbe stata presa sulla base di una qualificata perizia, rilasciata, noi crediamo gratuitamente, dal Prof. Carlo Aymonino, già direttore dell’IUAV di Venezia. Secondo l’autorevole professore l’edificio “non sarebbe un importante bene storico, non è ricco di valore architettonico ed alla comunità del luogo non viene sottratto un elemento importante di significato culturale”. Italia Nostra di Bolzano plaude al fatto che la Giunta abbia deciso di ottenere una perizia da un noto intellettuale di sinistra italiano, probabilmente allo scopo di intimidire o spiazzare ambientalisti e protezionisti che, secondo gli schematismi ideologici contemporanei, vengono di solito collocati a sinistra, ma osserva che: la perizia del Prof. Aymonino, di cui non è in discussione la dottrina ma, forse, la prudenza e il senso dell’opportunità, ferisce profondamente l’autorevolezza e la necessaria autonomia del Soprintendente Provinciale Dr. Helmut Stampfer, al quale Italia Nostra esprime piena solidarietà; sorprende e preoccupa che un personaggio di così grande spessore abbia acconsentito a prestare il proprio nome ai maneggi politici della Giunta senza peritarsi di raccogliere localmente quelle informazioni che gli sarebbero valse a comprendere meglio il contesto.Il suo impegno sarebbe stato meglio speso se avesse rifiutato di esprimere un parere palesemente finalizzato a rovesciare in modo strumentale il giudizio bene espresso prima in sede amministrativa e poi in sede penale nei confronti del Sindaco di Monguelfo e, indirettamente, nei confronti della Giunta stessa; la perizia di Aymonino non assolve la Giunta dalle sue responsabilità riguardo alla tutela dell’Ex pretura di Monguelfo e, in generale, dei Beni Culturali, piuttosto enunciata che coerentemente realizzata, ma anzi ne svela l’intima arroganza e, in definitiva, l’insanabile debolezza; la delibera della Giunta Provinciale mortifica lo sforzo di tutela dimostrato efficacemente dalle locali associazioni protezionistiche, da molti cittadini e dalla stessa giustizia amministrativa e penale, e premia tutti coloro che, infischiandosene delle leggi, distruggono o alterano i beni culturali, patrimonio collettivo e risorsa per noi tutti; la delibera della Giunta è infine un intollerabile atto di prepotenza e di disprezzo per le strutture tecniche dell’Amministrazione che introduce nel già difficile compito della tutela un pericoloso precedente. E’ più che facile immaginare che, da questo momento, nessun vincolo sarà più possibile in Alto Adige, i cittadini, e specialmente quelli ricchi e importanti, che già potevano permettersi ottimi avvocati, potranno ora confidare sulle disinteressate perizie di uno, cento, mille Aymonino. E sulla capacità di ascolto della Giunta. Aveva ragione Bernhard Loesch, della Heimatpflege di San Candido, quando diceva che è ora di sciogliere la Soprintendenza: a fare la tutela ci pensano già la Giunta e i suoi amici.

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