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Conferenza di Waltraud Kofler Engl a Bressanone

Liebe Freunde / Cari amici

hier eine Einladung zu unserer nächsten Veranstaltung / qui l’invito per la prossima manifestazione:

Dr. Waltraud Kofler-Engl
Gartenskulpturen – Skulpturengärten
“…und in der Nische das Bildnis einer Göttin…”
Vortrag mit Bildern / Conferenza con immagini

Mittwoch / Mercoledì
03.08.2011
18:00
Hofburg Brixen / Palazzo Vescovile di Bressanone
Kaisersaal / Sala Imperiale

Eine Veranstaltung im Rahmen der Ausstellungen / una manifestazione nel contesto delle mostre:

“Der geheime Garten / Il Giardino Segreto”, Marzari-Garten, Hotel Elephant

“Il capolavoro non esiste / Das Meisterwerk existiert nicht”, Hofburg Brixen / Palazzo Vescovile di Bressanone
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heimat Brixen/Bressanone/Persenon

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39042 Brixen

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Italia Nostra aderisce al programma di tutela del giardino vescovile di Bressanone

Pro Pomarium holt sich Unterstützung | Anregendes Treffen mit Vertretern von Vereinen und Verbänden aus Umwelt- und Heimatschutz und Landschaftsarchitekten

Am 28. Januar hat ein Treffen von Pro Pomarium mit verschiedenen Vereinen und Verbänden aus dem Bereich der Kultur und des Umweltschutzes stattgefunden. Enrico De Dominicis, Sprecher von Pro Pomarium und die Vorstandsmitglieder Karin Lechner, Rosa Lamprecht Blaas, Andreas Hempel und Markus Lobis informierten die Vertreter der erschienen Vereine und Verbände über den Werdegang in Sachen Hofburggarten, legten die von der Bürgerversammlung am 18. November 2010 beschlossenen Vorschläge von Pro Pomarium vor und ersuchten die Anwesenden um Unterstützung und Vernetzung. Folgende Personen nahmen an der Versammlung im Goldenen Adler teil: Frowin Oberrauch und Willi Gasser (Sortengarten Südtirol), Gertrud Oberrauch (Bürgerkomitee Unser Virgl und VKE), Antonia Gresser und Marlene Dolar-Doná (LAS – Landschaftsarchitekten Südtirol), Margit Strasser (Alpenverein Südtirol), Franz Pattis (Bürgerkomitee für den Hofburggarten), Umberto Tecchiati (Italia Nostra), Sigi Gostner (Filmclub), Klaus Vontavon (Heimat Brixen Bressanone Persenon), Walther Dorfmann (Landesverband für Heimatpflege), Klaus Peter Dissinger (Dachverband für Natur- und Umweltschutz).

Immagini e ulteriori informazioni:

 http://propomarium.wordpress.com/2011/01/29/pro-pomarium-holt-sich-unterstutzung-anregendes-treffen-mit-vertretern-von-vereinen-und-verbanden-aus-umwelt-und-heimatschutz-und-landschaftsarchitekten/

Tuteliamo il giardino vescovile di Bressanone!

Sul tema del giardino vescovile di Bressanone, Italia Nostra, associazione ONLUS per la tutela del patrimonio storico artistico e naturale della Nazione, è intervenuta già l’anno scorso, suscitando una breve ma accesa polemica con il sindaco Pürgstaller. In quell’occasione ci eravamo in particolare preoccupati che nessun parcheggio venisse realizzato a ridosso del giardino, come da varie fonti era lecito sospettare. Il sindaco però ha smentito fermamente qualsiasi intenzione da parte del Comune di costruire parcheggi in quell’area, e la cosa è finita lì. Non ho motivo di dubitare che il sindaco, su questo punto, manterrà le promesse fatte pubblicamente.

Oggi però ci si pone il problema di cosa fare di questa preziosa quanto sconosciuta e inutilizzata risorsa storica e paesaggistica, ubicata nel cuore di Bressanone. Da più parti si sente il bisogno di aprire le porte del giardino vescovile, e renderlo luogo di incontro e di riflessione soprattutto per gli abitanti di Bressanone.

La gente della strada, ma con essa le associazioni ambientaliste e i gruppi di opinione che fanno per es. capo al Comitato Civico per la salvaguardia del Giardino Vescovile (portavoce Franz Pattis) e all’iniziativa Pro Pomarium (portavoce Enrico De Dominicis), respingono giustamente qualsiasi progetto che, stravolgendo il carattere originario del luogo, vi sovrimponga strutture edilizie incompatibili con la sua storia e il suo significato. Il giardino vescovile non è un luogo in cui realizzare un parco evento, o un museo della mela o un parco dell’acqua.

Italia Nostra plaude quindi alle iniziative dalla soprintendenza provinciale volte alla conservazione delle opere architettoniche presenti, al mantenimento della continuità d’uso del frutteto e ad impedire qualsiasi forma di cementificazione nell’area.

Contemporaneamente è giusto riconoscere che il sindaco ha promesso un’approfondita discussione del progetto Steiner in Giunta, in Consiglio,e con i cittadini: ci pare francamente il modo più giusto di trattare un argomento così delicato e insieme così importante per la conservazione del patrimonio storico, artistico e monumentale della città vescovile.

È chiaro che l’apertura al pubblico, in teoria così giusta e auspicabile, deve tenere nella debita considerazione anche l’esistenza degli idioti che prevedibilmente non tarderanno a danneggiare il giardino. Ci pare che una entrata a pagamento, magari attraverso il museo diocesano, come già caldeggiato da qualcuno, sia la soluzione migliore. Ciò che non vorremmo, invece, è un’apertura gratuita già il prossimo anno. Si può facilmente prevedere, infatti, che tale soluzione, pensata come provvisoria, diverrebbe definitiva, con il concreto rischio di vandalismi a cui abbiamo già fatto cenno.

In conclusione vorrei esprimere la più sincera stima per tutti coloro che si impegnano per la salvaguardia del giardino vescovile e garantire loro, anche in quest’occasione, che Italia Nostra coopererà con ogni mezzo, nel limite delle sue possibilità e capacità,  affinché gli sforzi comuni vengano coronati da successo.

Umberto Tecchiati

Giardino vescovile: Lettera aperta al sindaco di Bressanone

Egregio Sig. Sindaco Pürgstaller,

Con riferimento alle notizie riportate giovedì 9 luglio dall’Alto Adige riguardo alla sua conferenza stampa di ieri a proposito del giardino vescovile di Bressanone, mi permetta di risponderle brevemente come segue.

1)      Italia Nostra Alto Adige-Südtirol è un’associazione di cittadine e di cittadini che si battono per la salvaguardia del patrimonio storico artistico e naturale della nostra patria/Heimat. Ciò che intendiamo ottenere con quelle che lei chiama “provocazioni”, e che nel linguaggio della vita democratica si chiamano “prese di posizione”, non è che la protezione di questo patrimonio.

2)      Se ciò che io sostengo sia senza senso o fuori luogo, come lei afferma, forse sarebbe prudente lasciarlo dire ai cittadini. Io mi limito a raccogliere le molte preoccupazioni di quanti vivono a Bressanone, e non solo di quelli che fanno capo al Comitato Civico per il Giardino Vescovile.

3)      Il fatto che dei paventati parcheggi non si sia mai discusso in Consiglio Comunale, non esclude che della cosa si sia parlato altrove. Se così non fosse le preoccupazioni di Italia Nostra, che non vogliono essere un attacco gratuito, come lei sostiene, ma la segnalazione di un possibile allarme, non meriterebbero la sua irritazione. Ma se della cosa si è già parlato altrove, se esistono contatti, accordi, decisioni nel cassetto, il momento di dirlo è questo e, se possibile, di “dialogare vivacemente” coi cittadini.

4)      Il fatto che la zona sia sotto vincolo non è garanzia di niente, come insegnano molti casi che anche lei ben conosce. I piani regolatori si cambiano (vedi i Prati di Koja), e la tutela degli insiemi si piega alle necessità del momento, non di rado manomettendo il paesaggio e l’ambiente.

5)      Non è mia intenzione influenzare le sue decisioni, presumerei troppo di me stesso. Né di farmi intimidire, presumerei troppo poco. Ma come cittadino di questa provincia (che la situazione di Bressanone la conosce meglio di quanto lei non sospetti), oltre che come rappresentante di una libera associazione di cittadine e di cittadini, sento il dovere di esortare lei e quanti hanno ricevuto dai cittadini il mandato di amministrare la cosa pubblica, al dovere di farlo nel rispetto della storia, della natura e del paesaggio, perseguendo nel mio agire il mandato della nostra Associazione.

6)      Io non ho detto che il costruendo parcheggio di Via Elvas, come riportato oggi dall’Alto Adige, non sia necessario. Ho detto che altri parcheggi in centro non sono necessari, visto che ci sarà presto anche il parcheggio di Via Elvas, la cui area è attualmente occupata solo da due vetture.

7)      Che dietro il parcheggio di Via Elvas ci sia addirittura un attento studio progettuale, come dice il Vicesindaco Pedron, è cosa che forse, arrivati a questo punto, si potrebbe anche trascurare di sottolineare.

8)      Dal tono generale della conferenza stampa si evince che nessun parcheggio mai verrà costruito a ridosso del giardino vescovile. Riteniamo la sua risposta un impegno e ci riteniamo soddisfatti. Di un possibile futuro incontro con lei ci rallegriamo molto, e siamo pronti a discutere con lei su qualsiasi punto, anche se riteniamo che la sede migliore siano sempre le pubbliche assemblee dei cittadini. La saluto con cordialità

Umberto Tecchiati

Sehr geehrter Herr Pürgstaller,

Mit Bezug auf den von der Tageszeitung “Alto Adige” von Donnerstag, den 9. Juli, veröffentlichten Beitrag über Ihre gestrige Pressekonferenz zum Thema Hofburggarten, erlauben Sie mit bitte Ihnen wie folgt zu antworten.

1)      Italia Nostra Alto Adige-Südtirol  ist ein Verein von Bürgerinnen und Bürgern, der sich für den Schutz des kunsthistorischen und landschaftlichen Erbes unserer Heimat einsetzt. Das was wir mit unseren „Provokationen“,wie Sie es nennen, die ich aber als im demokratischen Leben übliche „Stellungnahmen“ bezeichnen würde, erreichen wollen, ist nichts anderes als der Schutz diese Erbes.

2)      Ob die Argumente, die ich vertrete sinnlos oder abwegig sind, wie Sie behaupten, sollten die Bürger selbst beurteilen. Ich beschränke mich darauf, die vielen Sorgen von Brixner Brügern und nicht nur von denen, die sich im Bürgerkomitee für die Rettung des Hofburggartens zusammengeschlossen haben, zu sammeln.

3)      Der Umstand, dass über die befürchteten Parkplätze im Gemeinderat nie diskutiert wurde, schließt nicht aus, dass nicht anderenorts darüber beraten wurde. Wenn es nicht so wäre , würden die von Italia Nostra vorgebrachten Sorgen, die nicht einen haltlosen Angriff darstellen, sondern in der Bevölkerung vorhandene Sorgen zum Ausdruck bringen, nicht den Bruchteil Ihrer aufgeregten Reaktion verdienen. Sollte aber über dieses Vorhaben außerhalb des Gemeinderates geredet oder verhandelt  worden sein bzw. sollten entsprechende Pläne in den Schublade liegen, wäre es an der Zeit, dies öffentlich zu machen und mit den Bürgern in den Dialog zu treten.

4)      Die Tatsache, dass dieser Stadtbereich unter Schutz steht, stellt noch lange keine Garantie dar, wie viele Beispiele beweisen, die auch Sie gut kennen. Die Bauleitpläne können abgeändert werden (siehe Kojawiesen), der Ensembleschutz  kann geopfert werden, und Geld, um die Landschaft und die Natur zu verschandeln, findet man auch in Krisenzeiten.

5)      Es ist nicht meine Absicht Ihre Entscheidungen zu beeinflussen, ich würde zuviel von mir verlangen, aber ich werde mich auch nicht einschüchtern lassen, das bin ich mir schuldig. Als Bürger dieses Landes, der Brixen besser kennt als Sie vermuten, und als Vertreter einer freien Vereinigung von Bürgerinnen und Bürgern fühle ich mich verpflichtet, Sie und alle die einen Auftrag erhalten haben, die Gemeinde zu verwalten, dies mit dem notwendigen Respekt vor der Geschichte, der Landschaft und der Natur zu tun.

6)      Ich habe nicht behauptet, wie in der heutigen Ausgabe des “Alto Adige” wiedergegeben, dass der Parkplatz in der Elvaser Straße nicht notwendig sei. Ich habe behauptet, dass andere zusätzliche Parkplätze im Stadtzentrum eben durch den Bau dieses Parkplatzes, der zur Zeit von zwei Pkw besetzt wird, nicht mehr notwendig sind.

7)      Dass eine genaue Projektstudie dem Bau des Parkplatzes in der Elvaser Straße zugrunde liegt, wie Vizebürgermeister Pedron behauptet, könnte man unter diesen Umständen auch unterlassen zu betonen.

Aus dem allgemeinen Tenor der Pressekonferenz kann man ableiten, dass kein Parkplatz beim Hofburggarten gebaut werden wird. Diese Antwort sehen wir als Verpflichtung und sie befriedigt uns. Wir freuen uns auf eine etwaige Aussprache mit Ihnen und sind natürlich bereit, über alle Aspekte zu diskutieren, auch wenn wir von Italia Nostra Alto Adige/Südtirol überzeugt sind, dass dies auf einer Bürgerversammlung geschehen sollte.

Mit freundlichen Grüßen

 Umberto Tecchiati

Bressanone: un parcheggio presso il giardino vescovile?

 

Bressanone è, tra i centri maggiori dell’Alto Adige, quello che, forse, rappresenta ed esemplifica meglio il senso di marcia imboccato in questi anni dal rapporto esistente tra edilizia e tutela dell’ambiente e dei beni culturali. Si tratta di una cittadina cresciuta rapidissimamente, con nuovi centri residenziali in aree, come Albes, Elvas o, nel cuore della città, Rosslauf-Tiniga, dove fino a pochi anni fa non c’erano che prati. Gli insediamenti dell’uomo sono organismi viventi, nascono, talvolta muoiono (e qui si potrebbe dire che ci sono molte forme anche sottili di morte, che passano attraverso la volgarità e il non-sense di certe manifestazioni di progresso e di sviluppo), più spesso evolvono, ingrandendosi. Nell’espansione dei centri abitati, come accade nel caso di Bressanone, e come è tipico di tutte le Alpi, dove i terreni insediabili sono complessivamente pochi rispetto al territorio indisponibile per es. perché montuoso, il nuovo non può che affiancarsi al vecchio, se possibile armonicamente, creando un dialogo permanente tra gli stili, che significa tra le persone che in ogni epoca hanno fatto la storia delle città. Accade però molto spesso, anche purtroppo nel caso di Bressanone, che il nuovo non solo si affianchi malamente al vecchio, senza alcun vero dialogo con l’antico, ma che questo sia sacrificato, cioè distrutto, per fare spazio al nuovo. Gli esempi non mancano, ma siccome, come si dice, non serve piangere sul latte versato, vediamo almeno di evitare errori simili nel futuro. Da questo punto di vista l’”intervento preventivo” del comitato civico di Bressanone che si batte per la salvaguardia dell’insieme rappresentato dalla residenza vescovile, contro le intenzioni più o meno occulte di coloro che vorrebbero costruire un parcheggio (interrato o a cielo aperto poco importa) nell’ambito del giardino vescovile, si giustifica pienamente. Di cosa si tratta, questo giornale lo ha riportato più volte. L’apertura al pubblico del giardino vescovile comporterebbe la costruzione di un parcheggio che verrebbe a sacrificarne una parte, deturpando in modo irrimediabile il delicato equilibrio esistente tra paesaggio, architettura e urbanistica di uno degli “insiemi” più preziosi di Bressanone (tutelato in via definitiva con delibera della Giunta Provinciale n. 3292 del 11.9.2006).

Ma siccome il fatto che un’area sia vincolata non è garanzia di niente, in Alto Adige, e quindi nemmeno a Bressanone, con una lettera aperta a Mons. Golser, il comitato civico si appella alla sensibilità e alla cultura del Vescovo perché qualsiasi progetto di manomissione del giardino vescovile venga scongiurato. Detto questo si può aggiungere che un nuovo parcheggio a  Bressanone non serve: l’autosilo di Via Dante è da sempre sottoutilizzato, mentre anche il progettato grande parcheggio interrato di Via Elvas, del quale sembrava non potersi fare a meno, e che sarebbe stato necessario costruire nel più breve tempo possibile, serve attualmente, a quasi un anno dalla conclusione degli onerosi scavi archeologici condotti per consentire i lavori edili, al malinconico parcheggio di due o tre utilitarie appartenenti al costruttore o a suoi amici.

Si legge nel sito del comune di Bressanone (http://www.bressanone.it/), alla voce Masterplan: “Con il Masterplan di Bressanone 2020 il Comune presenta una strategia di sviluppo a lungo termine, importante per mantenere al passo con i tempi l’attrattiva della città di Bressanone. Il Masterplan di Bressanone è il risultato del dialogo vivace tra l’amministrazione municipale, i cittadini, gli esperti ed i consulenti della città di Bressanone”. Che il comune dialoghi vivacemente con i suoi cittadini non pare dimostrato dall’evidenza dei fatti. Non lo è stato per la brutta vicenda dei Prati di Koja, e non lo è ora per il giardino vescovile. Ma se tra gli obiettivi di sviluppo di Bressanone si legge: “garantire la grande varietà e la qualità dello spazio vitale; risparmiare il territorio attraverso combinazioni di utilizzo verticale; concentrare lo sviluppo edilizio lungo efficaci sistemi di traffico pubblici”; come si potrà conciliare questi con quelli, di segno opposto (“creare una ricca offerta di aree edificabili; promuovere allo stesso tempo il rinnovamento, l’ampliamento e lo sviluppo interno della città; rinnovare gradualmente la città con nuove costruzioni” (sic!) ), riportati nello stesso Masterplan?

 Umberto Tecchiati