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Un Museo della montagna a Castel Firmiano. La posizione di Italia Nostra

 

La Sezione di Bolzano di Italia Nostra ha aderito con piacere all’iniziativa dell’associazione gemella tedesca Landesverband fuer Heimatpflege, di illustrare a tutti gli interessati, attraverso la conferenza di oggi, il valore e il significato storico e monumentale di Castel Firmiano.

Come tutti sanno è intenzione dell’Amministrazione Provinciale e Comunale dare vita in questo castello al Museo della Montagna pensato da Messner. L’occasione di oggi è propizia per avviare una riflessione sull’opportunità di dare seguito al progetto di Museo della montagna a Castel Firmiano oppure no.

Anche in questo caso, come sempre in passato, Italia Nostra prende posizione su questo progetto a seguito di un attento vaglio del pochissimo che è trapelato al proposito sulla stampa locale, e prima ancora di entrare nel merito è doveroso fare una considerazione di carattere generale. Se si escludono le poche notizie pubblicate sui giornali e i resoconti dei sopralluoghi compiuti da Messner con autorità comunali e provinciali, del Museo della Montagna non si sa praticamente nulla: può essere oggetto di protesta il fatto che ancora una volta un progetto ambizioso e che comporta un ingente esborso di denaro pubblico sia calato sulla testa dei cittadini senza che esso sia stato preceduto da alcuna forma di controllo, discussione e verifica da parte dei cittadini e delle associazioni che li rappresentano. In primo luogo quindi si pone un problema di trasparenza e di partecipazione democratica nelle scelte di carattere culturale.

In secondo luogo si può contestare la collocazione del Museo della montagna proprio a Castel Firmiano. Monumento architettonico tra i più insigni della regione, ma prima ancora esteso sito archeologico con tracce della poresenza umana, pressochè ininterrotta, almeno dal VI-V millennio a.C.; e poi momento-monumento della faticosa costruzione dell’Autonomia. L’ intervento di questa sera servirà a meglio chiarire i motivi di una netta opposizione ad una collocazione del Museo della montagna proprio qui. Ma intanto il solo buon senso consiglierebbe di non esporre un manufatto storico antichissimo e delicato alla violenza di un afflusso turistico di impatto prevedibilmente molto forte. Ma anche in questo caso l’approccio che Italia Nostra vuole conservare nell’affrontare i problemi è quello del metodo scientifico: vorremmo vedere, se esistono, i progetti della ristrutturazione e dei nuovi edifici da costruire nell’area dell’ex cava di ghiaia, i piani per le infrastrutture, capire, attraverso le valutazioni dei tecnici, l’impatto che tutto questo ha sul monumento e sulle stratificazioni archeologiche che, conservate nel sottosuolo, documentano sette millenni di vita umana sulla collina di Castel Firmiano; vorremmo anche, se è consentito, vedere il progetto del Museo, nero su bianco, non solo il progetto delle sale, ma il progetto culturale stesso dell’Istituto che sta per nascere, a chi si rivolge, come e perché.

E a questo punto si colloca un tema di più ampio respiro, richiamato alla riflessione di tutti proprio dalla vicenda di Castel Firmiano: in che modo il costituendo Museo della montagna si inserisce nel circuito museale dell’Alto Adige? E, più in generale, esiste un circuito museale dell’Alto Adige, non inteso come sommatoria di singoli musei, ma come rete fissa di rappresentazione, studio e protezione dei contenuti storici artistici naturali della provincia? A seconda di come si arriverà a rispondere a questi interrogativi, ne risulterà pioù o meno distintamente disegnato anche il volto del museo della Montagna, ovunque lo si costruisca: luogo di rappresentazione di un solo uomo, operazione di marketing a beneficio dei turisti, struttura di impatto ambientale inaccettabile, e di nessun impatto sulla popolazione locale; istituto per la rappresentazione la valorizzazione e la tutela, insieme agli altri Musei dell’Alto Adige, della specifica identità naturale e storica della montagna.

Non vorremmo che alla fine il Museo della montagna venisse realizzato in Alto Adige perché qui e non altrove esistono i necessari mezzi finanziari: sarebbe un po’ poco, come motivazione, per un istituto che si propone niente meno che di illustrare la montagna come luoo da cui guardare ad ogni popolo del mondo.

Trasparenza, partecipazione al relativo dibattito culturale, possibilità di esaminare e discutere i progetti, ripensamento radicale circa il luogo in cui collocare il Museo, inserimento del Museo in un vero e proprio progetto culturale che veda i Musei dell’Alto Adige come rete di rappresentazione e tutela del patrimonio culturale provinciale. Questi, a nostro avviso, i temi sul tappeto, e gli interrogativi ai quali Italia Nostra vorrebbe venisse data una risposta possibilmente prima dell’inaugurazione del Museo.

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