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Piazze da salvare

 

Non soltanto piazza Vittoria, ma anche piazza Gries e il suo Dorf. Il quale, negli anni antecedenti la prima guerra mondiale, era un centro turistico e di cura importante tanto che la stazione ferroviaria aveva assunto la denominazione di Bozen- Gries. Bolzano era collegato a Gries attraverso una linea tramviaria, inaugurata nel  luglio 1909 e una strada in terra battuta(Reichsstrasse) che si muoveva lungo l’odierna via Diaz. (pag. 7 del Corriere dell’Alto Adige di domenica 9 marzo 2008).

       Nel Quaderno 3 del Piano Urbanistico Comunale, a cura del prof. Ing. Marcello Vittorini, progetto preliminare-Variante maggio 1990 a pag. 105 ,si indica che” Gli autosilo pubblici nella città sono previsti dove non creano problemi di accesso. Visto che attirano traffico in continuazione dovranno essere limitati alle zone intorno al centro, mentre dovranno essere evitati nelle zone residenziali”

       Nella scheda 46 a tutela degli insiemi è precisato:”Il linguaggio architettonico originato da un unico progetto urbanistico-architettonico caratterizza Corso Libertà (che”offre una vista eccezionale sul Catinaccio”) e parte di Piazza Mazzini, ricollegandosi a quella degli edifici prospicienti Piazza Vittoria.”

       Ripristinare l’uso della Piazza Vittoria e della Piazza Gries è nelle previsioni urbanistiche: nella prospettiva riportata nella scheda 46, in primo piano, si slancia una figura di donna e, sullo sfodo, quella di altre persone che vagano attraverso la piazza. Altrettante persone vaganti sono riprodotte nella foto della piazza di Gries del 1915.

       Nell’antichità c’era a Atene “l’agorà”, a Roma il “forum” e successivamente le piazze medioevali e classiche e neo-classiche; era là che si incontravano gli uomini, che si discutevano i problemi non soltanto commerciali, ma anche sociali e politici; di seguito la strada che si dipartiva dalla piazza è divenuta pure un luogo di scambi materiali e spirituali: alquanto stretta e poco trafficata; essa non costituiva un elemento di separazione, ma, viceversa, di contatto tra i fabbricati che su di essa si affacciavano, come nel caso del Corso Libertà.. Occorre tener conto che l’attuazione dei camminamenti pedonali e  delle piste ciclabili sono, probabilmente, più importanti, per il buon funzionamento degli scambi all’interno della zona, a vocazione prevalentemente commerciale e”preferenziale” per il mercato del sabato, rispetto alle corsie per i veicoli: Il cui percorso dovrebbe essere quello originario lungo via Diaz, libera sulla destra da fabbricati contigui, fino all’incrocio di piazza Mazzini, riducendo notevolmente l’inquinamento atmosferico e acustico(superiore ai 70 decibel), acuito dalla intercapedine fra i due paramenti di edifici, i quali costituiscono una cassa dii risonanza e di ristagno dei gas di scarico.

      Occorre pertanto ri-appropriarsi dell’uso di piazza della Vittoria e dei porticati di Corso della Libertà e di piazza Gries, alla stessa stregua di quanto fatto per piazza Walther e dei Portici del Centro storico.

Renzo Segalla

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