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Italia Nostra di Trento e Bolzano contro il motoraduno sulle Dolomiti.

Il 27 e il 28 agosto 2011 si sono dati appuntamento a Canazei in Val di Fassa gli appassionati centauri di Harley Davidson che, come dicono gli organizzatori, potrebbero essere più di mille. Vanno quindi moltiplicati almeno per mille i gas di scarico, il rumore e la mancanza di rispetto per
l’ambiente alpino che ciascuna di queste motociclette singolarmente e collettivamente esprime.

Non si può non essere d’accordo con tutti coloro che, negli ultimi giorni, hanno preso posizione contro il motoraduno, e Italia Nostra di Bolzano e Trento, che per la prima volta scrivono insieme sulle pagine di questo giornale, intendono esprimere chiaramente il proprio forte dissenso. Da
Luigi Casanova vicepresidente di Cipra Italia, ai Verdi, dall’Assessore all’ambiente altoatesino Laimer, a Michil Costa, da Klauspeter Dissinger del Dachverband a molti altri, è unanime il rifiuto di una manifestazione che, come ha detto Laimer, è un evento contrario alla filosofia del patrimonio
Unesco. Il motoraduno si sarebbe di certo meritato una Bandiera Nera di Legambiente, se l’ambito riconoscimento non fosse già toccato a Durnwalder per la questione Parco dello Stelvio.

Non abbiamo salutato come un grande momento della protezione delle Dolomiti l’inserimento delle medesime nella lista Unesco, perché da quel momento abbiamo temuto iniziasse la loro “valorizzazione”. Essa si traduce di norma in nuove speculazioni edilizie, in nuovi bacini idrici per l’innevamento artificiale, in nuovi impianti di risalita, etc. Ci è sempre sembrato che protezione delle Dolomiti significasse in primo luogo conservazione, miglioramento degli
standard di tutela, proposizione di nuovi paradigmi di “sfruttamento” turistico in cui silenzio, bassa densità, minimo impatto antropico e molto rispetto fossero gli ingredienti fondamentali per un successo esportabile anche altrove in casa nostra. Ci vantiamo infatti di essere la regione con il più alto numero di chilometri quadrati tutelati, e sarà vero, ma tutelare è un verbo troppo complesso, ricco e vitale perché ci si accontenti di usarlo senza andare a vedere come venga effettivamente declinato sul territorio, ed è ciò che Italia Nostra fa da sempre tanto in provincia di Trento che di Bolzano.

Per il futuro, Laimer auspica maggiore senso di responsabilità da parte degli operatori del settore turistico e degli organizzatori di eventi. Però è curioso che una politica che sa dire molti generosi sì, e che di norma non esita a contraddire il giudizio tecnico degli uffici preposti alla tutela
del territorio (soprintendenze, commissioni urbanistiche, di tutela del paesaggio etc.) allentando i lacci dei vincoli culturali e ambientali, si limiti ad “auspicare” un maggiore senso di responsabilità da parte degli operatori turistici. Sarebbe infatti meglio predicare meno e razzolare meglio, e soprattutto saper imporre una linea di sostenibilità ambientale anche all’economia. Auspicare, infatti, non basta: delle migliori intenzioni, e degli auspici, come si dice, sono piene le fosse.
L’intervento della politica, riguardo al motoraduno, è positivo, ma debole e inefficace, e pone il problema di una politica che non sa indirizzare l’economia, ma ne vive al traino, per lo più assecondandola e subendone l’influenza e l’ingerenza.

Abbastanza sconcertanti sono infine le affermazioni del Direttore dell’APT della Val di Fassa, secondo il quale l’inserimento delle Dolomiti nella lista Unesco dovrebbe rappresentare uno stimolo alla conversione del modello ora esistente di turismo di massa, ma la conversione per ora non è possibile.
In parole povere i letti disponibili sono troppi rispetto ad una possibile situazione di equilibrio e allora avanti come sempre, anzi peggio di sempre, perché per riempire quei letti si può passare sopra a tutto, anche al patrimonio dell’umanità.

Paolo Mayr, Presidente di Italia Nostra, Sezione trentina
Umberto Tecchiati, Presidente di Italia Nostra, Sezione di Bolzano – Alto Adige

Italia Nostra e Scuola Media Negrelli di Merano, classe IA: Progetto di un itinerario di turismo scolastico sostenibile

La I A della Scuola Media “Negrelli” di Merano partecipa attualmente, sotto la guida della Prof.ssa Manuela Rebellato, a un concorso per le scuole indetto da Italia Nostra a livello nazionale. Il concorso, incentrato sull’idea di turismo sostenibile, prevede la raccolta di materiale fotografico e video per organizzare  un viaggio di istruzione, caratterizzato da  percorsi turistici sostenibili, da proporre ai coetanei delle scuole italiane ed europee. Così il 15 marzo scorso la I A della Negrelli ha effettuato  un’uscita didattica dal titolo: “arte, cicloturismo, ambiente “, e raccolto immagini e informazioni per un suggestivo viaggio alla scoperta de ”La  Val Venosta , via di comunicazione  dall’antichità alla mobilità dolce”. I ragazzi hanno preso il treno a Merano e sono scesi a Malles, dove la classe ha assistito alla lezione all’aperto tenuta da alcuni alunni sull’importanza della Via Claudia Augusta. L’esperienza successiva prevedeva il trasferimento con il bus postale svizzero a Glorenza, la visita alla città e un’attività grafica, in cui gli alunni hanno potuto soffermarsi su particolari architettonici che caratterizzano la nota cittadina venostana. Nel viaggio di ritorno sono stati oggetto di approfondimento la Chiesa e  il Museo di S. Procolo a  Naturno, dove alcuni alunni hanno tenuto una lezione sulla tecnica dell’affresco. All’arrivo in stazione a Merano c’era ad accoglierli la delegata di Italia Nostra della città del Passirio, Prof.ssa Gisella Mareso.  

 la classe IA della Nedia Negrelli al ritorno a Merano 

La classe I A della Scuola Media Negrelli di Merano con gli insegnanti Rebellato e Leveghi al rientro a Merano.